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Posts Tagged ‘future memories’

logo-sioi.pdfDue anni sono trascorsi dall’inizio di quella che è stata definita la Primavera araba. L’insieme di rivolgimenti popolari contro regimi pluridecennali e pseudodemocratici ha cambiato la fisionomia politica e sociale dei paesi al di là del Mare Nostrum?

Di questo e di altri punti focali dei movimenti di rivolta nordafricani si discuterà giovedì 11 aprile 2013 dalle ore 15.30 presso il Salone delle Conferenze della SIOI Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, in Piazza San Marco 51, Roma.

L’incontro dal titolo “Primavera araba, dopo 2 anni quali prospettive?” organizzato in collaborazione con il CIR Centro Italiano Rifugiati, prevede i saluti di apertura del Segretario Generale della SIOI Amb. Marcello Salimei e del Presidente del CIR On. Savino Pezzotta.

Sotto la moderazione dell’inviato del Corriere della Sera Lorenzo Cremonesi, si alterneranno nel dibattito:

il Sottosegretario agli Affari Esteri Staffan De Mistura;

il Vice Capo Dipartimento Vicario del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno Pref. Riccardo Compagnucci;

lo scrittore Stefano Rizzo autore del Libro “Le rivoluzioni della dignità. 18 mesi di proteste, di repressione e di rivoluzioni che hanno cambiato il mondo arabo“;

Antonio Cantaro dell’Università di Urbino;

il Direttore del CIR Christofer Hein.

Per parteciapre alla mezza giornata di dibattito, basta inviare conferma della propria partecipazione all’indirizzo mail relazioniesterne@sioi.org.

Nell’attesa dell’incontro della SIOI noi della YER vi invitiamo a visionare le nostre interviste de “La YER incontra…” ad Osama Al Saghir e ad ascoltare la puntata di Future Memories dedicata alla Rivoluzione dei Gelsomini, prima fra le rivolte del nord Africa.

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Read Full Post »

ImmagineIn vista della nostra prossima puntata on air di FUTURE MEMORIES sulla crisi economica e politica della Grecia e dell’Europa, pubblichiamo le impressioni sulla situazione greca del nostro Lorenzo Mezzone, che è stato recentemente in Grecia e Bulgaria per un progetto europeo, realizzato da diverse associazioni giovanili e studentesche europee, tra cui anche la nostra YER.

Sono mesi che sento parlare di Grecia, crisi, il socialista Papandreu, il tecnico Papademos, manifestazioni, povertà.

Alla fine la scopro nel suo aspetto.

E’ affascinante, vicina e lontana, serrande abbassate e ragazzi che si divertono nei bar.

Allo stesso tempo europea e cosmopolita, balcanica e nazionalista, con i suo poliziotti in moto (in due!) e con gli anarchici parte attiva nella vita politica.

Si dice Italia – Grecia: una faccia una razza. Beh per certi versi è vero, per altri no. La socialità è, in maniera inequivocabile, maggiore nella terra di Aristotele.

Tutto insieme o niente! Non si va da soli da nessuna parte!

Forse questa è una lezione che anche l’Europa delle istituzioni e delle banche dovrebbero imparare.

La grande Europa dei 27 dovrebbe fare di più e meglio per la Grecia e per gli altri paesi in difficoltà.

Ma niente, si vuole andare avanti in maniera appena stentata e con una calma di quelle pronte ormai al peggio.

Pronte ad abbandonare parte della sua storia millenaria, parte della sua cultura, la sua democrazia che una volta fu creata e voluta dai suoi abitanti.

Cieca all’avanzare del nazionalismo più bieco nel continente e alle problematiche tipiche dei momenti di crisi.

Per citare un film, l’Europa è come quel tizio che cadendo dall’ultimo piano del palazzo e ad ogni piano si consola dicendosi “fin qui tutto bene, fin qui tutto bene, fin qui tutto bene” ma il problema non è tanto la caduta, quanto l’atterraggio!

Lorenzo Mezzone

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E’ di qualche settimana fa la decisione da parte degli organi europei di poter classificare la Serbia come paese candidato a membro dell’Unione Europea. Tutto ciò è giunto in seguito alle aperture di Belgrado in merito alla soluzione annosa dei controlli sui confini con il Kosovo, per altro ancora non riconosciuto dalla Serbia, che aveva sino al mese scorso ritardato tale posizione europea.

Esattamente  tredici anni fa, il 26 marzo del 1999, iniziavano i bombardamenti della NATO sulla Serbia, ed impensabile era per i nazionalisti serbi pensare di entrare a far parte della “famiglia” europea. Anzi proprio durante il 1999 erano molte le azioni di contrasto da parte del regime di Slobodan Milosevic contro le voci ritenute vicine all’Europa e all’occidente in generale.

Di sicuro tra le più importanti se non addirittura la principale era B-92. Questa è la sigla di una radio di Belgrado che dal 1989 aveva cambiato il modo di fare informazione e di affrontare temi spinosi per l’allora Yugoslavia.

Nata per celebrare il compleanno del padre della patria yugoslava, Tito, la radio continuò a trasmettere anche dopo aver terminato le celebrazioni e rappresentò sin dall’inizio un punto focale per quei giovani belgradesi che guardavano con fiducia al mondo post comunista che di lì a poco invece, sarebbe venuto fuori con le laceranti guerre intestine nei Balcani. (altro…)

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A Bruxelles stanno decidendo cosa e come mangeremo da qui al 2020:  si chiama PACPolitica Agricola Comune. Il commissario UE all’agricoltura Ciolos aveva proposto una riforma che mirava alla redistribuzione equa dei sussidi, ottenendo l’appoggio della maggioranza degli addetti ai lavori, compreso il Movimento dei Pastori Sardi. Sotto la pressione di paesi che rappresentano le nuove potenze del XXI secolo, come Brasile, India e gli immancabili Stati Uniti, Ciolos ha, però, modificato la rotta di queste riforme,  che ora faranno piovere soldi solo su grandi latifondisti e multinazionali dell’agricoltura, facendo chiudere le piccole e medie aziende che fanno della qualità il loro marchio di fabbrica.

In questa seconda puntata di Future Memories,  programma radiofonico di inchiesta e di approfondimento giornalistico su tematiche sociali, storiche e politiche, ideato dalla nostra associazione YER e dalla webradio Fusoradio, cerchiamo di capire insieme che cosa è questa Politica Agricola Comune e che interessi difendono collettivi come quello del Movimento Pastori Sardi, per conto del quale sentiremo le parole di Diego Manca.

Ai microfoni le nostre speakers Gaia Tascioni e Licya Vari, con i testi a cura di Marco Venerucci, Natascia Maisano, Gaia Tascioni, Alessandro Paglia e Licya Vari, ricerca e scelta musicale e arrangiamento testi a cura di Lorenzo Mezzone e Mr Green.

Se vi siete persi la puntata,  potete riascoltarla in podcast o scaricarla direttamente cliccando sul seguente link: NUOVA PAC, Agricoltori in lotta.

Per vedere e ascoltare invece le interviste integrali a Diego Manca sulla Pac e sull’MPS, clicca qui:
https://youngeuropeanreformists.wordpress.com/page/3/

Stay tuned con Yer e Fusoradio.

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